Capìtolo 37
come venne su Frank, come descritto nella prima parte del capitolo. Sul
intero, lui era spiacente per incontrare solo a questo punto suo fratellastro.
Frank si fermò, e la sua attenzione fu attratta alla faccia allineata il testo di Mark.
CAPITOLO XI
MARCHIO SI METTE NEI GUAI
Mark accennò col capo leggermente e stava quasi per passare senza una parola, quando Frank
detto, quietamente:
"Io sono spiacente vederLa uscendo di tale luogo, Mark."
"Cosa è a Lei, in ogni modo?" Mark ritornato, sguaiatamente.
"Non molto, forse" Frank risposto, calmamente "ma non mi piace vedere mio
conoscenze che escono di un bar di liquore."
"Non lo farà male", Mark detto, irritabilmente.
"No, non mi farà male, ma se direttore di tho dovesse ne sentire, può
non sia piacevole per Lei. Lei sa che studenti sono impediti severamente
entri in alcun bar?"
"Io suppongo che Lei vuole dire dire su me", Mark detto, con fretta e non
insieme senza disagio.
"Lei si sbaglia. Io non sono un talebearer."
"Non c'è poi nessun bisogno di dire alcuno più circa lui. Venga lungo, James!"
L'interferenza di Frank fu voluta dire bene, ma, come noi vedremo, danneggiò
piuttosto che buono.
Come Mark lasciò il bar, lui aveva mezzo deciso non digitarlo di nuovo. Lui
era tre dollari fuori di tasca, e questo non gli andò bene affatto.
Infatti, Mark era piuttosto un cattivo ragazzo, ed era con considerevole
riluttanza con la quale lui aveva dato su al suo compagno i due dollari
quale per pagare per i giochi.
Inoltre, lui fu mortificato a perdendo i due giochi di biliardo, quando così
le grandi disparità l'erano stato dato.
James Carson non era studioso, ma lui era acuto abbastanza per percepire il
stato dei sentimenti di Mark, e lui vide anche come lui fu colpito da Frank
rimostranza.
Lui decise di approfittare di questo, e fortifica la sua presa su Mark.
"Bene, Mark", lui disse, "io suppongo che Lei rinuncierà a giocando biliardo ora."
"Perché debba io?"
"Perché Suo fratellastro non l'approva. Lei non oserà andare