Capìtolo 62
incessantemente, immobile dai tuoni di applauso, non soggetto ad influssi dal
eco più deboli di calunnia. Lui corrispose lontano col suo fratelli e
domande vicine, risposte come Rabbino, passaggi spiegati nel suo Commentario
sui Mishnah o le sue altre scritture, entrò di cuore nel
controversie del giorno, discusse le richieste di un aspirante nuovo al
la dignità di Messia, incoraggiò il fratelli più debole che precipitò sotto
sfavore perché loro erano stati costretti per essere finti converte a
Islam, mostrò comune-senso e presa intellettuale e forte in ogni linea
lui scrisse, e combinato nelle sue distribuzioni con tutte le domande il raramente
qualità associate, la tolleranza e la devozione alla verità. Ancora lui sentì
che il lavoro della sua vita ancora era incompleto. Lui amò la verità, ma la verità per
lui aveva due aspetti: c'era verità come rivelato da Dio, c'era verità
quale Dio lasciò uomini per scoprire per lui. Nella mente di Maimonides,
Moses ed Aristotele occuparono piedistalli parteggiano da lato. Nel "Forte
Dia", lui aveva codificato ed aveva dato sistemazione ordinata al Giudaismo come
rivelato in Bibbia e tradizione; lui ora esaminerebbe le sue relazioni a
ragioni, comparerebbe i suoi risultati coi dati della filosofia. Questo lui
faceva nella sua "Guida del Perplesso" (_Moreh Nebuchim_). Maimonides qui
fondamentalmente differito dai suoi immediati predecessori. Jehuda Halevi,
in _Cuzari_ suo, era poeta più del filosofo. Il _Cuzari_ era un
dialogo basò sui tre principi che Dio è rivelato in storia,
quella Gerusalemme è il centre del mondo, e quel Israele è il
nazioni come il cuore ai lembi. Jehuda Halevi sostenne queste idee
con argomenti dedotti dalla filosofia del suo giorno, lui usò ragione come
la serva della teologia. Comunque, Maimonides come Saadiah, riconobbe
una funzione più alta per ragione. Lui mise ragione sullo stesso livello come
rivelazione, e poi dimostrò che la sua fede e la sua ragione insegnarono
verità identiche. Il suo lavoro, la "Guida del Perplesso", scritta in