Capìtolo 56
Io amo. Lei protese le sue mani a me, quasi nascosto sotto il
merletto delle sue maniche, e disegnò la mia faccia in giù contro il suo, come lei disse in
il mio orecchio,
"_Now_ Lei è il vecchio Adamo!"
Quando lei mi rilasciò, lei curvò sul bambino ed aggiunse, in tono di rimprovero,
"Lei non ha dato retta ancora il bambino."
"Io non ho notato che il bambino ha dato la minima attenzione su
io. Lui è il più giovane."
"Lui è l'ospite della casa! È il Suo dovere di parlargli prima."
"Lui non si comporta come un ospite in casa mia. Lui si comporta come se lui
lo posseduto. Io non sono nessuno da quando lui arrivò--non pari il suo corpo-servitore."
Georgiana che ancora stava volgendo sul bambino gettò uno sguardo su con un'occhiata
dell'angoscia riservata, capricciosa.
"Come poteva qualsiasi cosa così vecchio sia nato così giovane!"
"Lui sembrerà più giovane come lui diventa più vecchio", io risposi. "E lui non vuole
sia il primo scapolo per fare quello. Attualmente questo giovincello è un
documento umano ed inapprezzabile in troppo grande una busta; quello è tutto."
Georgiana, con un rondone mentre proteggendo movimento, si inclinò più vicino al
bambino, e gli parlò:
"È la Sua casa; lo dica per lasciare la stanza per la sua impertinenza."
"Lui può avere la casa, siccome è il suo", io risposi. "Ma c'è uno
cosa che io non sosterrò; se lui mai viene tra me e Lei, lui avrà
andare; Io lo presenterò alla Sig.ra Walters."
Io non ero consapevole dell'espressione con la quale io stetti in piedi, mentre guardando in giù su
mio figlio, ma Georgiana l'ha dovuto osservare.
"E cosa se lui mi soppianta del giorno?" lei chiese, improvvisamente serio,
e con un vecchio paura rianimando.
"Oh, Georgiana!" Io piansi, mentre inginocchiandosi dal lato del letto e mettendo le mie braccio
circa lei, "Lei sa, che finché noi siamo in questo mondo io sono Suo
innamorato."
"Più?" lei bisbigliò, mentre disegnandomi più vicino.
"Tramite l'eternità!"
Fra breve io andai fuori al fragola-letto. La stagione anche era