Capìtolo 3
come un becher fresco pieno dei caldi bagliori Meridionali tra il suo occhio amoroso
ed il sole.
"Io non ho saputo mai
Lodi di amore o vino
Quell'anelò avanti un'inondazione di ciarla così divina."
Io non stanco mai di guardare ad un Viceré. Lui è un essere così eterogeneo
da noi! Lui è il centre di un mondo col quale lui non ha affinità. Lui
è un profeta velato. [Lui porta davvero molti veli.] colui che è l'asse
dell'India, i centre arrotondano, che ruota l'Impero, completamente è e
necessariamente prelevato da ogni conoscenza dell'India. Lui biascica nessuno
sillaba di alcuna lingua indiana; nessuna corsa o casta, o maniera di indiano
la vita è conosciuta a lui; tutte le nostre province deliziose del sole che la bugia
via il binario è a lui un paese inesplorato; Ghebers, musulmani,
Hindoos mescola insieme prima in una massa scura indistinguibile il suo
guardi, [in che non è stata la cataratta dell'indifferenza inglese
si adagiato; più delizioso di tutti--lui non conosce le tradizioni di
L'Anglo-India, e lui non appartiene al Peramele Bastone, San James
Piazza!]
Un Nawab che l'Ufficio Straniero coltivò una volta fuori a me, spesso usato a
chieda a quello che era l'uso di un Viceré. Io non credo che lui volle dire
sia profano. La domanda può di nuovo e di nuovo rivada alla sua mente, e
si trovi sui suoi labbra. Io risposi con la domanda contraria sempre,
"Quale è l'uso dell'India?" Lui non vedrebbe mai--la mente Orientale
non veda queste cose--che la fine principale ed oggetto dell'India erano il
Viceré; che, infatti, India era la pianta ed il Viceré il
fiore.
Io ho pensato a scrittura un inno sulla Bellezza di Viceré spesso; e
ha accordato ripetutamente la mia mente al soggetto; ma la mia inabilità a
si esprima in lingua figurata, e la mia ignoranza totale di
tutto che concerne a metro, ritmo, e rima, mi faccia piuttosto
esiti ad assumere verso. Certamente, il soggetto sta invitando, ed io sono
sorprese che nessun cantante è sorto. Come inscatoli alcuno una vista il