Capìtolo 39
falsità involontaria. Non era la sua morte che così l'atterrì;
ahimè--ahimè!--e lei si odiò per il pensiero terribile--lei aveva
quasi perso avvisti di quello, nelle parole che seguirono. Rompendo da
il suo abbraccio, lei affondata in giù sui suoi ginocchia di fronte a lui, e comprandola
affronti sulla sua mano, in accenti rotti e con singhiozzi soffocanti, rivelò
l'intero. Come poteva lei fa il suo nobile parente male così terribile come
sposarlo, quando il suo cuore intero, pensieri no, la vita stessa, sembrò
wrapt nella memoria di un altro? E quell'altro! Oh! chi, quello che era
lui? Una volta lei guardò su nella faccia di suo padre, ma così terribile era il
emozioni scritte là--collera che lotta contro amore, dolore, pietà,
pressocché terrore--che con fretta lei prelevò il suo sguardo, e rimase
inginocchiandosi, curvato anche al polvere lungo dopo che la confessione era stata
versò avanti, mentre aspettando in paura e l'angoscia le sue parole.
"Marie, Marie! è esso il mio Marie, il mio Miriam santo il bambino che così
parla? chi hath così peccati risuolano rappresentante di una corsa di secoli, in
di chi pensieri puri che hath del peccato così terribili non hanno mescolato mai. Il mio bambino così
amare l'estraneo come rifiutare, disprezzarla proprio! Oh Dio, il mio Dio,
perché hast tu così desolato io? Io ero morto prima!" Ed il cattivo
gemito che seguì, inveterato l'angoscia inspirò quelli rotto
parole.
"Generi!" implorò l'infelice ragazza, mentre agganciando i suoi ginocchia in un'agonia di
supplica, sebbene lei non si elevò la testa--"Oh mio padre! in misericordia
non parli così! Parole di collera, di rimprovero terribile come loro sono
da thee, io posso sopportarli ancora, ma non tale dolore! Oh, pensi quello che io
ha sopportato, quello che io ancora devo nascere. Se io ho peccato, la mia volontà di peccato
porti, no, già ha portato il suo proprio castigo. Mi parli
ma una parola di amore--o, se deve essere, la collera.--ma non, non così
accenti della disperazione!"