Capìtolo 63
questa connessione, lui subito assunse la direzione l'in la conversazione, e tenuto
su una linea di domande, le risposte a che era molto gratificando.
Lui imparò quel cervo era dappertutto molto abbondante, e che su questo
il molto tratto di terra sia molto tacchino selvatico si appollaia, dove era
nessun guaio per mettere in borsa alcun numero desiderato. Sulla porzione di prateria del
paese circostante potrebbe essere trovato i grandi greggi di antilope. Durante
periodi di drouthy loro furono saputi di venire a venti miglia ad estinguere loro
abbia sete nel Salado che era il corso d'acqua principale di questa concessione.
Una volta Tiburcio assicurò il suo giovane patrono che lui frequentemente aveva contato
mille antilope durante una sola mattina. C'era anche poi il
javeline o peccary che abbondarono in numeri senza fine, ma era
necessario cacciarli con cani, come loro tennero i boschetti folto d'alberi e vennero
fuori nell'aperto solamente di notte. Molto un cagnaccio natio soddisfece la sua caccia di fine
questi animali, tagliati a pezzi con le loro zanne così che i pacchi, addestrò
per lo scopo, fu usato per abbaiarli finché il cacciatore potrebbe arrivare
e li invia con un fucile. Anche questo era fatto da sempre
groppa, come era pericoloso per avvicinarsi al javeline, per loro
, quando svegliò, carica qualsiasi cosa.
Tutti questo stava gratificando alle giovani Fonti, e come un individuo congeniale,
lui produsse e mostrò il vecchio cacciatore una pistola nuova, il modello molto ultimo
nel mercato, spiegando le sue buone qualità attraverso il suo interprete.
Tiburcio l'affrontò come se fosse un pezzo raro di modisteria, ma maneggiò
fare il suo prezzo ed alcune altre domande. Attraverso il suo compagno,
Fonti impegnarono poi i servizi del vecchio cacciatore per il giorno seguente;
non che lui si aspettò di cacciare, ma lui volle informarsi con
i confini della terra e divenire familiare col dintorno
paese. Chiamando un'ora per cominciare di mattina, i due uomini scossero
mani ed offrì l'un l'altro buono-notte, ognuno che usa la sua propria lingua a