Capìtolo 79
dimetta del dovere che devolse su lui per considerare la causa, era
risolvere solo la questione in una maniera ed equo a tutte le feste
interessato, e così arresta il progresso della guerra civile che, se non
arrestato, minacciò di comportare il paese nel più terribile
calamità. Lui li consigliò, perciò disperdere, e più
disturbi la pace della città. Lui immediatamente prenderebbe misure per
provando la domanda tra Cleopatra e Ptolemy, e lui non dubitò,
ma che loro possono tutti sia soddisfatto con la sua decisione.
Questo discorso, fece, come era, nell'eloquente e persuasivo, ed ancora
onorato e maniera imponente per che le arringhe di Cesare a turbolento
riunioni piace questi erano così famosi, produsse un grande effetto. Alcuni erano
convinto, altri furono fatti tacere; e quelli cui risentimento e rabbia
non fu placato, si trovi deprivato del loro potere dal
pacificazione del resto. L'assalga tumultuando fu disperso, e Ptolemy rimase
con Cleopatra nella custodia di Cesare.
Il prossimo giorno, Cesare, secondo la sua promessa convenne una riunione di
le persone principali di Alessandria ed ufficiali di stato, e poi
rivelò Ptolemy e Cleopatra, che è probabile che lui decida la loro causa. Il
volontà originale che aveva eseguito Ptolemy Auletes era stata depositata in
l'archivio pubblico di Alessandria, e preservò attentamente là. Un
copia autentica di lui era stata spedita a Roma. Cesare provocò l'originale
sarà rivelato e sarà letto alla riunione. I provvedimenti di lui
era perfettamente esplicito e chiaro. Richiese quel Cleopatra e
Ptolemy dovrebbe sposarsi, e poi stabilì il potere supremo su
loro congiuntamente, come re e regina. Riconobbe la repubblica romana come
l'alleato dell'Egitto, e costituì il governo romano l'esecutore di
la volontà, ed il guardiano del re e regina. Infatti, così chiaro e
esplicito era questo documento che la semplice lettura di lui è sembrata essere
di lui una decisione della domanda. Quando, perciò, Cesare annunciò
che, nel suo giudizio, Cleopatra fu intitolato per dividere il potere supremo,