Capìtolo 31
è nessun principio di economia politica stabilito più pienamente che quello
vizio nello stato sociale è l'incidente e sintomo dell'ozio. Esso
prevale in quelle classi di ogni grande popolazione che è sempre
uno rilasciato dal possesso di ricchezza fissa ed immutabile da
la necessità, o escluse dalla loro povertà e la degradazione dal
vantaggio, di lavoro utile. Ricchezza che è libera, e soggetto a suo
il controllo di possessore, così che lui può, se lui la volontà, si occupi nel
gestione di lui, mentre può fare individui vizioso qualche volta, fa
non classi generalmente corrotte di uomini, per lui non faccia che loro ozino.
Ma dovunque le istituzioni di un paese sono come per creare un
classe aristocratica i cui redditi dipendono da appezzamenti di terreno comportati, o su
riparato e le annualità permanenti, così che il capitale sul quale loro vivono
non può permettersili alcuna occupazione mentale, loro necessariamente sono condannati
ad inazione e l'ozio. Piaceri viziosi e le indulgenze sono, con
tale classe nell'insieme, il risultato inevitabile; per l'innocente
godimenti di uomo sono progettati e disegnarono solamente dall'Autore di Natura
per gli intervalli di resto e riposo in una vita dell'attività. Loro sono
sempre trovi completamente insufficiente per soddisfare uno che fa piacere il
fine intera e scopo del suo essere.
Nella stessa maniera, se, o dall'influenza del sociale
istituzioni di un paese, o dall'operazione di naturali cause che
il potere umano è incapace a controllo, c'è una classe di uomini troppo bassa, e
degradato, e misero essere giunto agli allettamenti all'ordine del giorno a
lavoro faticoso quotidiano, così certo è loro per crescere corrotto e depravato, quello
la degradazione è divenuta in tutte le lingue un termine quasi sinonimo con
vizio. Ci sono molte eccezioni, è vero, a queste leggi generali. Molti
uomini attivi sono molto cattivi; e ci sono stati esempi frequenti di
la virtù più elevata fra nobles e re. Ancora, come una legge generale,
è indiscutibilmente vero che vizio è l'incidente dell'ozio; ed il