Capìtolo 16
la madre di Aridaeus, era geloso di questo propose matrimonio. Lei
pensato che era parte di un schema per portare Aridaeus spedisca in
avviso pubblico, e finalmente fabbricandogli l'erede al trono di Filippo;
mentre lei era molto caparra che questa eredità splendida dovrebbe essere
riservato per suo proprio figlio. Di conseguenza, lei propose ad Alessandro che
loro dovrebbero spedire un embassage segreto al governatore Persico, e
rappresenti a lui che molto sarebbe migliore, ambo per lui e per il suo
figlia, che lei dovrebbe avere Alessandro invece di Aridaeus per un
marito, e l'incita, se possibile, richiedere di Filippo che lui deve
faccia il cambio.
Alessandro entrò prontamente in questo schema, ed i vari cortigiani,
Ptolemy fra il resto, intraprese aiutarlo nel completamento di
esso. L'ambasciata fu spedita. Il governatore di Caria fu accomodato moltissimo
col cambio che loro proposero a lui. Infatti, il piano intero
sembrava stessero seguendo molto con successo verso il suo completamento, quando,
da dei mezzi o altro, Filippo scoprì l'intrigo. Lui andò
immediatamente nell'appartamento di Alessandro, estremamente eccitato con risentimento
e rabbia. Lui non aveva inteso mai di fare Aridaeus cui la nascita sul
il lato di madre era oscuro ed ignobile, l'erede al suo trono, e lui
Alessandro rimproverato nel bitterest chiama per essere di così abbassò e
degeneri un spirito come desiderare sposarsi la figlia di un Persico
governatore; un uomo che era, infatti, lo schiavo mero, come lui disse, di un
barbarian governano.
Lo schema di Alessandro fu sconfitto così totalmente; e così dispiaciuto ad era il suo
padre con gli ufficiali che avevano intrapreso aiutarlo nell'esecuzione
di lui, che lui li bandì tutti dal regno. Ptolemy, in
conseguenza di questa delibera, vagata su un esilio dal suo paese per
fino a che a lungo la morte di Filippo Alessandro abilitò a degli anni,
lo richiami. Alessandro riuscì suo padre come Re di Macedon, e
Ptolemy uno immediatamente fatto del suo generals principale. Ptolemy colorò di rosa, in
fatto, ad un comando molto alto nell'esercito macedone e distinto