Capìtolo 64
reami non segnati sulle carte geografiche di amore; e nella sua faccia, girò verso il
le abominazioni di polychromatic della casa, così presto essere abbandonato erano tutte
il pathos e tutta la bellezza di gioventù illusione-infestata dagli spettri.
Ah, gioventù! Gioventù azzardata, ridicola! Un periodo assurdo, scusabile
solamente sul risultato della sua brevità. Un parlous condiziona! Un traditore
guidi, froward, inspirato di ogni maniera della leggerezza conseguente di senza speranza
phantasms, babbeo di roseate e miti perniciosi (amore-a-primo-avvisti,
ed il piaccia), grossa botte della risata pungente dei Dei Alti, meritando di
nulla più gentile della derisione dall'anziano ed il saggio--quale è
indubbiamente perché noi il vecchio e saggio popolo ringrazia Cielo quotidiano, mentre sollevando ruppe
voci e mani appassite, che noi non siamo più giovani. Un pio e
litania fraudolenta per che può noi siamo perdonati! Il mio giovane amico sul
panca mescolò. Un'asta di chiaro di luna, grondante attraverso il cespuglio sul suo
affronti, lo stregò a discorso indifeso:
"Dominie, io sto sognando."
Temendo rompere l'incantesimo, io stetti in piedi silenzioso.
"Una fata venne in giù a me e toccò i suoi labbra per scavare, così leggermente così
leggermente. Seppe c'erano fate nella Nostra Piazza, Dominie?"
"Sempre."
"Io penso che il suo nome è la Felicità. È tale fata in questo mondo là,
Dominie?"
"C'è stato."
"Ci sarà sempre poi. Io penso che era la Felicità perché lei andò
via così rapidamente."
"Felicità. Tentò tenerla?"
"Così sodo! Ma io ero goffo e grezzo. Lei scivolò attraverso le mie braccio."
"Lasciò nulla?"
"Nulla."
"Poi quello che è questo?" Io alzai dalla terra ai suoi piedi un solo petalo
di rosa colore rosa, fragrante, unwithered, e lo mise nella sua mano.
"Il bacio" della fata, lui disse trasognatamente. "Quello è per addio."
La luna, bagnata oltre una nube dissolse l'incantesimo. Gioventù drizzò
su bruscamente sulla sua panca, strofinando incantesimo dai suoi occhi.