Capìtolo 46
luce universale del Tutto-buono. La santità è il distintivo della saggezza. Detto
Krishna al Principe Arjuna--
"L'umiltà, la veridicità, e l'innoquità,
Patience ed onora, riverisca per il saggio,
Purezza, costanza controlla di stesso,
Disprezzo di senso-delizie, abnegazione,
Percezione della certezza di malato
In nascita, morte, età, malattia, la sofferenza e peccato;
Un mai cuore tranquillo in fortune buono
E le fortune cattivo,...
... Sforzi risoluto
Giungere a percezione della massima anima,
Ed onora capire che guadagno sia
Quindi raggiungere--questa è vera saggezza, Principe!
E quella che è è altrimenti l'ignoranza!"
Chiunque lotta contro ceaselessly contro il suo proprio egoismo, e conflitti a
lo soppianti col tutto-abbracciando amore, è un santo, se lui vive in un
cottage o nel mezzo di ricchezza e l'influenza; o se lui predica o
resti oscurano.
Al worldling che sta cominciando ad aspirare verso cose più alte il
santifichi, come un San Francesco dolce di Assisi, o un San Anthony che conquista,
è un spettacolo glorioso ed ispiratore; al santo, un rapendo ugualmente
vista è quella del saggio, mentre sedendo sereno e santo, il conquistatore di peccato
e si addolora, nessuno più tormentato da rammarico e rimorso, e che anche
la tentazione non può arrivare mai; ed ancora anche il saggio è disegnato su da un ancora
visione più gloriosa, quello del Redentore che attivamente manifesta la sua conoscenza
in lavori altruisti, e rendendo la sua divinità più potente per buono da
affondandosi nel palpitante, addolorandosi, cuore aspiratore di umanità.
E questo è solamente il vero servizio--dimenticare sé in amore verso tutti, a
perda sé nel lavorare per l'intero. O tu uomo vano e sciocco che
thinkest che il thy molti lavori possono salvare thee; chi, incatenato ad ogni errore,
talkest rumorosamente di thyself, thy funzionano, e thy molti sacrifici, e
magnifiest thine la propria importanza; sappia questo, che sebbene riempimento di fama di thy il