Capìtolo 88
debba comunicare."
"È qualche cosa sul ragazzo nuovo--Beniamino."
La Sig.ra Hamilton alzò leggermente i suoi sopracciglia.
"Parli senza esitazione", lei disse.
"Sarà sicuro per non giudicarmi male?"
"Perché debba io?"
"È probabile che Lei pensi che io ero geloso su conto di mio proprio ragazzo."
"Non c'è occasione per Lei per essere geloso."
"No, chiaramente non. Io sono Corrado sicuro ed io ho causa abbondante per essere
grato a Lei."
"Quello non sta dicendomi quello che Lei venne a dire", Sig.ra Hamilton detto
impazientemente.
"Io ho paura Lei è ingannato nel ragazzo, Cugino Hamilton."
"In che rispetto?"
"Io sono quasi spiacente io non avevo tenuto la questione segreto. Se io non facessi
lo consideri il mio dovere a Lei, io avrei fatto così."
"Sia gentile abbastanza per subito parlare. Lei non ha bisogno di scusarsi, né
esiti sul mio conto. Picco sta facendo cosa?"
"Nella sera di martedì lui fu visto prossimo fuori di un gioco d'azzardo notorio
casa."
"Chi lo vide?"
"Corrado."
"Come seppe Corrado che esso una casa di gioco d'azzardo era?"
"Lui l'aveva avuto aguzzato fuori a lui come così", la Sig.ra Hill rispose, con
dell'esitazione.
"Circa che tempo questo era?"
"Un piccolo dopo nove di sera."
"E dove la casa di gioco d'azzardo fu situata?"
"Su trenta-prima Strada."
Un'occhiata particolare venne su alla faccia della Sig.ra Hamilton.
"E Corrado riportò questo a Lei?"
"La stessa sera."
"Quello martedì era?"
"Sì; Io non potevo decidermi di immediatamente dirgli, perché io
non voglia ferire il ragazzo."
"Lei è più premuroso di me."
"Io spero che io sia. Io non fingo di piacere il ragazzo. Lui sembra avere
qualche cosa astuto e subdolo circa lui. Lui ha bisogno di ancora, essere
impiegato, e quello mi fece fare una pausa."
"Coltivi il Suo senso del dovere a me superò la Sua riluttanza?"
"Esattamente così, Cugino Hamilton. Io sono contento Lei capisce così bene come io
senta sulla questione."
La Sig.ra Hill era piuttosto incapace di comprensione l'ironia di lei