Capìtolo 68
corti hanno, nell'insieme, stato donato con politica sagacia così piccola
che la loro interferenza con legislazione, in favore di particolare
richiedenti, ha, nella fine, stato un pericolo piuttosto che una protezione a
quelli richiedenti, a causa dell'animosità che ha procreato. Io posso
ora vada ulteriormente. Nell'interesse di argomento io sono disposto per ammettere che il
corti, nell'esercizio della prerogativa che dispensa chiamarono il
Polizia Potere, ha agito sempre saggiamente, così molto così che ogni così
delibera che loro hanno pubblicato può essere difesa trionfantemente su
motivi economici, morali, o sociali. Ancora, presumendo che questo fosse vero,
sebbene io penso che io l'ho mostrato per essere falso, l'assunzione solamente
fortifica la mia contesa che le nostre corti hanno cessato essere vere
corti, e è convertito in camere legislative, mentre promettendo con ciò
brevemente divenire, se loro già non sono, una minaccia per ordinare. Io lo prendo
essere chiaro che la funzione di una legislatura è incarnare la volontà di
la forza sociale e dominante, per l'essere di tempo, in una polizza politica
spiegato da statuti, e quando quella polizza è arrivata ad un certo palcoscenico
di sviluppo, causarlo per essere digerito, insieme col giudiziale
decisioni attinente a lui, in un codice. Questo processo della correlazione è il
trionfo più alto del giurista, ed era dalla loro supremazia facile in
questo campo di pensiero, quegli avvocati di romano mostrarono principalmente loro
preeminence come comparato con avvocati moderni. Ancora, mentre ammettendo questo
superiorità, probabilmente è vero che i romani dovettero molto di loro
il successo nella codificazione alla più grande permanenza del romano
tenuta legislativa di ufficio, e, perciò, la stabilità di
policy,--fenomeni dei quali probabilmente erano ambo effetti un più lento sociale
movimento fra i vegliardi. I romani, perciò avevano meno bisogno che
noi di un ordinamento giudiziario permanente per contrattaccare la tendenza che disintegra di