Capìtolo 47
il potere della nazione per legiferare. Al contrario., ogni qualvolta Marshall o il suo
successori hanno cercato di ostruire movimento sociale loro non hanno
prosperato. Marbury _v_. Madison non è un episodio su che alcun ammiratore
di Marshall può attardare con soddisfazione. In teoria può essere vero, come
Hamilton contese, che, determinato il fatto che una costituzione scritto è
inevitabile, una panca di giudici è il più buon tribunale da interpretare suo
volendo dire, fin dal dovere del giudice mai è stato ed ora è stato a
interpreti il significato di strumenti scritto; ma non segue
da questa premessa che i giudici che dovrebbero esercitare questo ufficio devono
sia i giudici che amministrano il diritto statale. In punto di fatto
l'esperienza ha provò che, finora come concerne Congresso, i risultati
di interferenza giudiziale è stato negativo. E sarebbe bene se in
le altre sfere di sviluppo costituzionale americano, attività giudiziale
era stato negativo sempre. Sfortunatamente, come io credo, ha esteso
nel dominio di legislazione. Io prenderò una volta il Dred Scott Case
più per illustrare il mio significato. Il nord lo trovò cattivo abbastanza per il
Corte suprema per tenere che, sotto la Costituzione, Congresso non poteva,
escluda schiavitù dal territorio nazionale oltre un certo confine
quale era stato riparato da compromesso tra il nord e Sud. Ma il
Nord l'avrebbe trovato intollerabile se la Corte, mentre pienamente
è probabile che concedendo quello Congresso legiferi così, se il carattere del
legislazione si encomiò ai giudici, aveva tenuto il Missouri
Comprometta essere incostituzionale perché loro lo pensarono
_unreasonable_. Ancora questo, in sostanza è quello che hanno fatto le nostre corti.
E questo mi porta alla considerazione di corti americane come
camere legislative.
NOTE IN CALCE:
[6] la relazione di corti a legislazione in paesi europei è stata
abbastanza completamente considerato da Brinton Coxe, in _Judicial Power e
Legislation_ costituzionale.
[7] _Federalist_ No LXXVIII.
[8] _The Federalist_, No LXXVIII.